Accettare o rifiutare i cookie mentre navighi è una scelta che si fa rapidamente svariate volte al giorno. Sai davvero a cosa acconsenti?
In questo articolo scopriremo le tre categorie di cookie: quelli tecnici, che servono al sito per funzionare, quelli analitici, che misurano le visite, e quelli di profilazione, che servono a mostrare pubblicità mirata.
Indice dei Contenuti
Cosa sono i cookie
Un cookie è un piccolo file di testo che un sito salva nel browser del tuo dispositivo. Contiene poche informazioni, in genere un identificativo e qualche impostazione, e il browser le restituisce al sito a ogni visita successiva.
Grazie ai cookie un negozio online ricorda il carrello mentre passi da una pagina all’altra, e un sito sa che hai già fatto il login senza chiedertelo di nuovo a ogni clic.
Un cookie non è un programma: non esegue istruzioni e non può infettare il dispositivo. Contano lo scopo per cui viene impostato e chi lo imposta, ed è su questo che si basa la distinzione utile.
Cookie tecnici
Fanno funzionare il sito: mantengono attiva la sessione dopo il login, conservano il carrello, ricordano la lingua e anche la scelta che hai fatto sul banner. In Italia non richiedono il consenso, solo un’informativa.
Cookie analitici
Misurano come viene usato il sito: quali pagine vengono lette, da dove arrivano i visitatori. Di norma richiedono il consenso.
Le linee guida del Garante li equiparano ai cookie tecnici, e quindi li esentano, solo a precise condizioni: devono essere adottate misure che impediscano l'identificazione diretta del singolo utente e consentano soltanto analisi statistiche aggregate.
Per gli strumenti di terze parti le condizioni sono più stringenti: va mascherata almeno l’ultima parte dell’indirizzo IP, e il fornitore non deve incrociare i dati con altre informazioni né comunicarli ad altri soggetti. Il solo mascheramento dell’IP, quindi, non basta.
Cookie di profilazione
Seguono la navigazione per costruire un profilo di interessi e mostrare pubblicità mirata. Spesso sono cookie di terze parti, cioè impostati da domini diversi da quello del sito che stai visitando, per esempio circuiti pubblicitari presenti su molti siti.
Per i cookie di profilazione e per gli altri strumenti di tracciamento non tecnici serve il consenso preventivo dell’utente.
Quali sono i rischi dei cookie
Il rischio per il dispositivo è minimo, per la ragione già detta: un cookie è un dato, non un software. Il rischio vero riguarda la privacy. I cookie di profilazione registrano abitudini, interessi e frequenza delle visite, e da questi dati si possono dedurre informazioni molto personali. Quei dati inoltre passano a soggetti che spesso l’utente non conosce.
C’è anche un rischio di sicurezza, più raro. Se un cookie di sessione viene intercettato, per esempio su una rete non protetta o su un dispositivo condiviso, chi lo ottiene può in certi casi entrare in un account senza conoscere la password. Il protocollo HTTPS riduce il rischio di intercettazione durante la trasmissione dei dati.
Su un computer condiviso conviene inoltre uscire dall’account e non salvare le credenziali, anche se queste precauzioni non eliminano ogni rischio.
Cosa succede se non accetti i cookie
In genere il sito continua a funzionare anche se rifiuti i cookie opzionali, perché quelli strettamente necessari non richiedono il tuo consenso.
Alcune funzionalità, come video o mappe forniti da servizi esterni, potrebbero però richiedere un’autorizzazione separata. Rinunci alla personalizzazione e alla pubblicità basata sul tuo profilo: gli annunci non spariscono, ma smettono di inseguire ciò che hai guardato altrove.
Le regole sui cookie si fondano sul Codice Privacy italiano e sul GDPR, il regolamento europeo sulla protezione dei dati, che definisce quando un consenso è valido; il Garante le ha tradotte in linee guida con alcuni punti a tutela di chi rifiuta. Scorrere la pagina non vale come consenso. Un sito che blocca l’accesso finché non accetti i cookie (il cosiddetto cookie wall) è in linea di principio illegittimo, salvo che offra un’alternativa equivalente senza tracciamento.
In generale il banner non dovrebbe ripresentarsi prima di sei mesi dalla tua scelta, salvo le eccezioni previste dalle linee guida del Garante, come un cambiamento significativo nel trattamento dei dati.
Accettare o rifiutare: come decidere
Accettare i cookie non rende il dispositivo meno sicuro: la scelta riguarda cosa cedi e cosa ottieni in cambio.
Cedi dati sulle tue abitudini, che circolano e restano associati a te più a lungo. Ottieni servizi che ricordano i tuoi gusti e, spesso, contenuti gratuiti finanziati dalla pubblicità; ai gestori dei siti, inoltre, servono per capire come vengono usati.
Nessuno è obbligato ad accettare, e per questo la domanda “è meglio accettare o rifiutare?” non ha una risposta unica.
Un criterio pratico: i cookie strettamente necessari possono essere usati senza consenso, e la scelta riguarda soprattutto gli strumenti di analisi e tracciamento opzionali. Se usi spesso un servizio e ti fa comodo che ricordi i tuoi gusti, come un negozio abituale o una piattaforma di streaming, accettare ha un vantaggio oggettivo.
Per un articolo letto una volta e mai più rivisto, rifiutare non costa nulla. Quando il banner offre la personalizzazione per categorie, la scelta più equilibrata è spesso lasciare attivi i necessari ed eventualmente gli analitici, disattivando la profilazione.
Come navigare senza accettare i cookie
Il modo più diretto è cliccare “Rifiuta” o “Solo necessari”. Se il banner è conforme alle linee guida del Garante, anche chiuderlo con la X in alto a destra deve consentire di proseguire la navigazione senza autorizzare cookie o altri strumenti di tracciamento non necessari.
Il rifiuto deve essere semplice quanto l’accettazione. Il browser offre un secondo livello di controllo, perché nelle impostazioni si possono bloccare i cookie di terze parti.
La navigazione privata elimina i cookie alla chiusura della finestra, ma non ti rende invisibile al sito né al fornitore di connessione.
Cosa succede se elimini i cookie
Elimini quello che il browser aveva memorizzato: vieni disconnesso dagli account, il carrello si svuota, le preferenze tornano a quelle iniziali. Cancelli anche la scelta fatta sul banner, per cui i siti lo ripropongono come a un visitatore nuovo. Le password salvate nel gestore del browser, di norma, sono conservate a parte e restano dove sono.
Cancellare i cookie interrompe il tracciamento legato a quegli identificativi, ma ne nasceranno altri se accetti di nuovo, e non equivale all’anonimato, perché esistono altri modi di riconoscere un dispositivo.
Come abitudine di igiene digitale ha senso farlo ogni tanto. Meglio evitarlo nel mezzo di un acquisto.
Esistono siti senza banner cookie?
Sì, e questo sito ne è un esempio. Non mostra nessun banner perché usa solo cookie tecnici e statistiche anonime, raccolte in autonomia su server nell’Unione Europea, senza cookie di tracciamento né dati che identifichino le persone.
Con questa configurazione, secondo le regole viste sopra, il consenso non è richiesto. È una scelta precisa, di rispetto verso chi visita il sito e di trasparenza su come trattiamo i dati. Vale finché non si incorporano servizi esterni che impostano propri cookie.
Per chi gestisce un sito, le statistiche tecniche che servono a capire come viene usato (quali pagine vengono lette, da dove arrivano le visite, con quale dispositivo) si possono misurare nel rispetto della privacy. Il prezzo è rinunciare al retargeting e alla profilazione pubblicitaria, cioè a tutto ciò che richiede di riconoscere una persona nel tempo e tra i siti.
Cosa tenere a mente
I cookie strettamente necessari permettono a molti siti di offrire le funzionalità essenziali senza richiedere il tuo consenso. Per gli strumenti opzionali la scelta è tua, e di norma puoi rivederla dalle impostazioni sulla privacy del sito: conviene accettare quando il vantaggio che ricevi ti sembra valere i dati che cedi, e rifiutare quando non lo vedi.