Ottimizzare un Sito Web: i Core Vitals

Una guida su come ottimizzare un sito web. Scopri perché la velocità è un fattore di business rilevante e quali sono le aree chiave per migliorare le performance.

Creare un sito web non significa solo renderlo visivamente bello o ricco di contenuti. Significa anche garantire che sia veloce, fluido, stabile e in grado di offrire un’esperienza utente di qualità. In questo contesto entra in gioco il concetto di ottimizzazione delle performance, un aspetto troppo spesso trascurato ma fondamentale per il successo online.

In questo capitolo scopriremo perchè è importante ottimizzare un sito web, e quali sono i Web Core Vitals, le metriche chiave introdotte da Google per misurare e valutare le prestazioni di un sito in modo semplice.

 

Indice dei Contenuti

L'Importanza delle Performance

Prima di entrare nei dettagli tecnici, è fondamentale comprendere perché le prestazioni del tuo sito sono così importanti per la tua attività. Questi sono alcuni degli impatti diretti che un sito poco performante può avere sulla tua attività:

  • Perdita di Conversioni: Ogni secondo di ritardo nel caricamento aumenta il tasso di abbandono delle pagine.
  • Danno alla Reputazione: Un sito lento viene percepito come poco curato, e questa sensazione si riflette negativamente sull’immagine del tuo brand.
  • Penalizzazione nei Motori di Ricerca: Google utilizza la performance del tuo sito come fattore di posizionamento. Un sito poco performante tende a comparire più in basso nei risultati di ricerca.

In sintesi, un sito non performante danneggia il tuo brand, la tua visibilità e il tuo business. Ecco perché è fondamentale ottimizzarlo.

La Performance Secondo Google: i Core Web Vitals

Per la valutazione delle performance di ogni sito web, Google ha introdotto e utilizza ormai da tempo i Core Web Vitals: tre metriche oggettive per misurare e valutare l’esperienza utente che il sito è in grado di offrire, in termini di velocità di caricamento delle pagine, reattività alle interazioni e stabilità visiva dei contenuti. Vediamole nel dettaglio.

LCP – Largest Contentful Paint

È il tempo che un visitatore deve attendere affinché venga visualizzato l’elemento più grande all’interno dell’area visibile della pagina (di solito un’immagine, un titolo o una sezione centrale di testo). Si tratta di una metrica fondamentale perché rappresenta il tempo necessario affinché il visitatore percepisca l’avvenuto caricamento della pagina.

Per offrire una buona esperienza, il tempo LCP non dovrebbe eccedere i 2,5 secondi per la maggior parte degli utenti. Valori superiori indicano una pagina lenta e vanno necessariamente corretti.

Gli elementi su cui è più facile intervenire per migliorare l’LCP sono:

  • Immagini: usare formati immagine moderni (come WebP), ridurre le dimensioni e dare precedenza al caricamento delle immagini che devono essere visualizzate prima.
  • Caratteri personalizzati: precaricare i font utilizzati (o integrarli nel sito), evitando blocchi di rendering dovuti al loro caricamento.
  • Hosting e server: optare per un servizio di hosting efficiente ed una corretta configurazione lato server contribuisce a rallentare il tempo di risposta iniziale, influenzando positivamente l’LCP.
  • Script e risorse non essenziali: evitare di caricare codice o plugin non necessari nella prima parte visibile della pagina (above the fold).
  • Priorità di caricamento: assicurarsi che gli elementi visivamente rilevanti vengano caricati per primi.

In altre parole, l’ottimizzazione dell’LCP si ottiene attraverso una gestione intelligente dei contenuti visivi e delle risorse principali della pagina, in modo che il visitatore possa visualizzarne rapidamente gli elementi principali.

INP – Interaction to Next Paint

L’INP misura il tempo che passa tra un’interazione dell’utente (come un clic, un tap o la pressione di un tasto) e il momento in cui la pagina mostra una risposta visibile a quell’azione. È una metrica fondamentale per valutare la reattività percepita del sito: se dopo un clic non accade nulla per troppo tempo, l’utente può percepire il sito come lento o addirittura bloccato.

Per offrire una buona esperienza, il tempo di risposta dovrebbe essere inferiore a 200 millisecondi. Valori superiori ai 500 ms indicano una reattività insufficiente.

Gli aspetti su cui è più facile intervenire per migliorare l’INP sono:

  • Codice JavaScript pesante o inefficiente: operazioni troppo complesse o script mal ottimizzati possono bloccare il thread principale del browser, ritardando la risposta.
  • Eventi non gestiti in modo efficiente: quando un’interazione attiva funzioni troppo lente o che coinvolgono operazioni complesse (es. caricamento dati), la risposta visiva viene rimandata.
  • Animazioni o transizioni troppo elaborate: effetti visivi non ottimizzati possono introdurre ritardi nel rendering.
  • Aggiornamenti DOM pesanti: il DOM (Document Object Model) è la struttura che rappresenta tutti gli elementi della pagina web. Se, dopo un’interazione, il sito modifica troppi elementi contemporaneamente, la risposta visiva può rallentare.

Per migliorare l’INP, è importante che tutte le possibili interazioni dei visitatori con il sito (come cliccare un pulsante o aprire un menu), abbiano una risposta immediata e visibile. È importante fornire al visitatore la percezione immediata che l’azione che ha eseguito sta producendo un risultato.

CLS – Cumulative Layout Shift

Il CLS misura la stabilità visiva della pagina durante il caricamento, valutando quanto e quanto spesso i contenuti si spostano in modo imprevisto mentre l’utente visita una pagina.

Ne sono esempio i pulsanti o più in generale gli elementi che cambiano posizione durante il caricamento della pagina. L’effetto è frustrante e può portare a errori (come clic sbagliati o involontari).

Per offrire una buona esperienza utente, il valore CLS calcolato da Google dovrebbe essere inferiore a 0,1. Un valore superiore a 0,25 è considerato problematico.

Gli aspetti più comuni da correggere per ridurre il CLS sono:

  • Immagini senza dimensioni predefinite: se nel codice delle pagine non si specificano larghezza e altezza delle immagini, il browser non può allocare preventivamente gli spazi necessari a contenerle. La dimensione dell’immagine viene definita nella fase di caricamento e questo può comportare lo slittamento verso il basso dei contenuti che si trovano dopo l’immagine.
  • Font caricati in ritardo: alcuni caratteri personalizzati possono far cambiare l’allineamento o la dimensione del testo dopo il caricamento iniziale.
  • Annunci, banner o widget inseriti dinamicamente: se non occupano spazio già da subito, causano spostamenti quando vengono caricati.
  • Elementi aggiuntivi come pop-up o notifiche: se non gestiti correttamente, possono alterare la stabilità della pagina.

Per mantenere il CLS basso, è importante riservare sempre lo spazio necessario per gli elementi che si caricheranno più tardi e limitare i cambiamenti di layout non essenziali durante l’interazione dell’utente.

Ottimizzare un sito web: i core Vitals

Ottimizzare un sito web: i Core Web Vitals, i principali parametri che misurano la qualità dell’esperienza utente.

Buone Pratiche per un Sito Veloce e Ottimizzato

Oltre a correggere gli errori più comuni, ci sono alcune strategie semplici che aiutano a mantenere il sito veloce nel tempo.

  • Se si usa WordPress, mantenere il CMS, i plugin e i temi aggiornati è una buona abitudine. Gli aggiornamenti costanti migliorano la sicurezza del sito e spesso introducono ottimizzazioni che lo rendono più rapido e stabile.
  • Fare un uso efficiente degli strumenti per la gestione della cache delle pagine, che permettono di mostrare all’utente una versione già pronta delle pagine, senza doverle “rielaborare” ogni volta. Questo generalmente riduce i tempi di attesa nel caricamento delle pagine e alleggerisce il lavoro del server.
  • Fare uso di una CDN (Content Delivery Network) aiuta inoltre a distribuire i contenuti statici del sito (come immagini, testi o elementi grafici) server locati in aree geografiche differenti, garantendo continuità nell’accesso alle pagine e caricamenti più rapidi per tutti i visitatori.
  • Infine, è buona pratica ottimizzare sempre il codice del sito: l’HTML, i CSS e i JavaScript (i linguaggi che ne determinano l’aspetto e il comportamento) possono essere “ripuliti” da spazi vuoti, commenti e parti non necessarie, così da ridurne il peso e velocizzarne il caricamento. È un processo che si chiama “minificazione”, e può essere svolto anche con l’ausilio di plugin specifici.

Ottimizzare un Sito Web è un Processo Continuo

Un sito ben ottimizzato oggi potrebbe non esserlo domani: i contenuti cambiano, i visitatori aumentano, le tecnologie evolvono.

Il consiglio migliore è quello di monitorare regolarmente le prestazioni del proprio sito (con strumenti come PageSpeed Insights, Lighthouse o GTmetrix permettono di ottenere le metriche che abbiamo trattato), cercando di mantenere un giusto equilibrio tra estetica, funzionalità e velocità. Non è necessario inseguire il punteggio “perfetto”, ma puntare a offrire un’esperienza utente fluida, rispettosa del tempo delle persone e in linea con gli obiettivi del tuo progetto online.

Pixelbloom Studio - Strategia e Sviluppo Web

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